Il logo non deve avere parti testuali.
Il colore dominante può essere rosso o corallo per avvicinarsi quanto più possibile all’attuale maisazi.com o al maisazi.it (meglio quest’ultimo).
L’entità che il logo rappresenta è “Scuola di cucina maisazi”.
Non è fondamentale che il logo faccia comprendere al volo che si tratta di una scuola di cucina, perché si prevede che sia sempre accompagnato dal nome. Ovviamente sarebbe preferibile che lo fosse.
Lo sfondo del sito su cui il logo sarà posto sarà presumibilmente bianco, quindi è opportuno che il logo sia pensato in relazione a ciò. Si accettano, comunque, proposte alternative.
Il logo sarà presente anche su fatture e altri documenti. Normalmente i nostri documenti sono stampati a colori, comunque è opportuno che il logo sia almeno distinguibile e identificabile. Non importa, invece, che sia “bello ed attrattivo” stampato in bianco e nero.
Preferiremmo, ma non è vincolante, che il logo fosse a proporzioni quadrate in modo da usarlo più facilmente in vari contesti. Non vorremmo che fosse sbilanciato in larghezza, soprattutto, visto che sicuramente sarà accompagnato da testi posti lateralmente.
I nostri principali concorrenti e player di mercato sono: Altopalato, Alma, Boscolo Etoile, CastAlimenti, Chef Tu, Gambero Rosso, Alice (canale cucina), Prova del Cuoco. Bisognerà verificare che in nessun modo il logo richiami il layout delle aziende citate.
Le chiavi comunicative sono:
- eros;
- emozione;
- cucina;
- formazione;
- hightech;
- minimalismo;
- zen;
- giapponese;
Ciò che non vogliamo, è:
- toque (il cappello da cuoco);
- il piatto fumante;
- il solito cuoco che cucina;
- cucina regionale;
- vino.
La versione definitiva dovrà essere consegnata in versione sorgente ed in jpg ad altissima risoluzione.
P.S.
Anche se il blog è un blog di enogastronomia, vorremmo che il logo fosse più relativo alla scuola di cucina, che non all’enogastronomia in sé. Sarà poi compito del layout del sito, fondere il logo con l’enogastronomia. L’attuale logo e layout di maisazi.com, quindi, non deve distrarre dalle specifiche sopraddette, che chiaramente fanno prendere al logo una strada diversa da quella percorsa sino ad oggi.
Questi sono i punti sui quali il grafico ha bisogno di chiarimenti per procedere.
• Il logo non deve avere parti testuali vuol dire che dev’essere realizzato solo il marchio? o “non deve avere parti testuali” è da intendersi come “non dev’essere scritto nient’altro che: Scuola di cucina Maisazi”?
• Il non dover far riferimento ai layout dei diretti concorrenti vuol dire che bisogna escludere categoricamente il concetto comunicativo (se ad esempio è stato usato un libro, bisogna escludere l’uso di una qualsiasi forma grafica che richiami un libro) o semplicemente non dev’essere simile (quindi non un libro che sia simile come stile grafico e colori)?
• Nelle chiavi di comunicazione, la prima in elenco è eros, in quali termini bisogna incentrare la comunicazione visiva su questa chiave? E’ fortemente prioritaritaria? Un logo che abbia attinenza alla cucina ma non abbia assolutamente nulla di erotico è da considerarsi non conforme alle richieste?
Non devono esserci parti testuali significa che di testo non deve esserci nulla, ne scuola di cucina, ne maisazi, ne altro, salvo che non siano fantasie del creativo (ma la vedo dura). Meglio niente.
Non deve venire in mente a nessuno che una scuola concorrente possa essere servita anche da spunto lontano per il nostro logo. Quindi meglio che in comune non abbiano nulla. Che poi è il motivo per cui non vogliamo il cuoco, la toque, il piatto fumante, ecc.
Consideriamo la parola Maisazi. Che significa? “Che non sono sazio”. Ma sazio di che? Quello che intendiamo è che il logo senza far riferimento diretto all’eros, cioè non ci vorrei vedere un vibratore in mezzo, deve avere una sensazione erotica. Questo perché l’erotismo è il massimo delle emozioni godibili, a cui la cucina aspira ed è seconda.
Ti mostro un post: http://www.maisazi.com/2006/06/enoteca_la_cantina.php Guarda l’immagine. Maisazi ha sempre avuto quel quadro come motivo conduttore. Purtroppo l’autrice ne ha fatto solo tre copie (leggermente diverse) e non siamo riusciti ad accaparrarceli.
Ora non voglio dire che il logo deve essere così, ma solo che deve dare una sensazione erotica. Come? Non saprei. Colore? Boh, non lo so [iofaccioilcuoco]
Come anticipato telefonicamente, io direi di procedere con ulteriori due bozze. In una mettiamo il cappello al cuoco, visualizzato nell’atto dell’insegnare mentre padella (o cose simili). Lavagna sullo sfondo? Boh, a voi…
La seconda bozza ve la lasciamo totalmente libera, come se non vi avessimo mai detto nulla. Della serie, Carta Bianca, anzi, Bianchissima…
Allora, su Facebook abbiamo caricato http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150464840003577&set=a.10150464839983577.355063.256703588576&type=3
Sono i due che ci piacciono di più. Ora vediamo che dicono su Facebook.
Luigi, li puoi caricare anche qui, così magari qualcuno commenta?
Ciao Frà,
)
mi sembra di capire che ci siamo quasi, vero?
Bella l’idea di dare la possibilità di commentare le proposte anche qui… che ne dici di aprire un nuovo post? Se ricordi, questa sezione e questo articolo sono chiusi (area Top Secret
Ok x il nuovo post
Appena ho un attimo lo apro
Finito il panel test, abbiamo scelto l’opzione A con alcune modifiche.
Logo finito, ne abbiamo dato la comunicazione ufficiale sulla pagina che annuncia il nuovo logo dei corsi per cuochi ed appassionati.
Ringrazio tutti e, come spiegavo a Luigi al telefono, ci prendiamo una pausa per portare avanti il nostro progetto di cambio sede, prima di passare alla realizzazione del nuovo layout grafico del blog.
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